La solita storia, il ritornello, il circolo vizioso, la quotidianetà.Tra il desiderio e la capacità c'è di mezzo il mare, un oceano di pensieri colmi e occhi vuoti.
Scrivere di me stessa per me stessa. Ci provo.
Infilo la spina della volontà nella presa di coscienza e non funziona, neanche una scintilla. Pare che ci sia stato un corto circuito di buoni propositi, ma, si sa, a voler tirare troppo la corta alla fine ci si ritrova con il monco in mano.
La mia mano è vuota.
Che fai, ora gridi? Sono sorda alle mie orecchie.
Allora...sorridi? Non ne avrei motivo.
Piangi dunque. Non ne vale la pena.
Sei stupidamente complessa. No, sono stupidamente spoglia.
Perchè stupidamente? Perchè sono l'unica. Sarò io il pezzo errato, la vite storta, il filo pungente, l'occhiale senza lente, la neve senza acqua, il sole senza raggi, il topo senza coda.
Stai esagerando. Non conosci me e la mia vita.
Non me lo permetti. O forse non lo meriti.
Ora, sì, stai sbagliando. Sì, forse. Ora basta.
Per quale motivo? Per il silenzo. Sì, il silenzio.
Ritorno nella mia tana. E guai ad uscirne.
Voglio l'uscita di sicurezza.

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