Mai quanto ora ho bisogno di un viso. E mi rifiuto di ricadere nella trappola della “falsità da emergenza”. Che senso ha scottarsi, piangere su una spalla amica e poi accorgersi, a ferita sana, che in realtà quella spalla è solo una banale e dolorosa parvenza?
Mai quanto ora vorrei stringere una mano. Per guardare gli occhi sereni di chi sa riconoscere le mie lacrime ancora senza ossigeno.
Mai quanto ora vorrei chinare la testa per amare nella certezza del silenzio. Poter sentire la propria fiducia come un buon investimento è troppo, per me.
Mai quanto ora abbandonerei i pensieri nel cestino. Click, tasto sinistro, Svuota cestino. Ok.
Mai quanto ora vorrei esser certa di me stessa. Poter dirmi sì senza timore.
Sono le 23:30 di un qualsiasi giorno della settimana, perché io, ora, sono un qualsiasi frangente di essere, sono solo un qualsiasi viso.
PS: Avevo scritto queste righe qualche mese fa. Le ho ritrovate, e rileggendole respiro aria di un leggero cambiamento. Una piccola evoluzione. L'unica: riesco a dirmi sì senza timore.
Il resto aspetta nuove certezze.
Ogni stella dovrà splendere, prima o poi.


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