
In macchina mi vengono sempre strani pensieri.
Ieri, durante il breve viaggio, guardavo fuori dal finestrino i muri e le piante scorrere di lato freneticamente, frattanto il silenzio davanti ai miei occhi galoppava sulla corsia insieme all'automobile.
Prima di scendere da casa, avevo cercato di far tacere il mio stomaco con una frittella di mele, mangiata controvoglia e con il gusto di traverso; indovinavo che di lì a poco avrebbe incominciato a brontolare nel pieno dell'ansia.
Ansia, ansia, e ancora ansia, il tutto condito con un pizzico di nervosismo e un filo di paura.
In fondo, non andavo mica al patibolo. Però avevo paura.
Arrivati agli edifici grigi e rossi, preparo la borsa e l'animo in pace.
Scendo dalla macchina, cercando di compiere gesti leggeri e tranquilli.
Quando sento l'asfalto sotto le suole penso che è arrivato il momento di dar coraggio alle proprie energie e una spallata alla propria autostima.
Entro e da lì uscirò dopo circa tre ore con il sorriso e le gote affaticate.
Avevo chiuso il mio primo esame universitario.

1 commento:
Finalmente aggiorni 'sto blog che visito regolarmente. Complimenti Ale!!!!!!
Un bacione di augurio per i prossimi traguardi
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